Una casa scolpita dalla luce

Una nuova abitazione unifamiliare prende forma a Mordano attraverso il progetto degli ingegneri  Alessandro Plazzi e Simona Ranocchi insieme all’architetto Giovanni Tampieri. L’intervento interpreta l’abitare contemporaneo attraverso volumi essenziali, ampie superfici vetrate e un rapporto costante tra architettura, luce naturale e paesaggio. Il bianco delle superfici dialoga con gli elementi metallici verde scuro, mentre giardino e piscina diventano un’estensione fluida degli spazi interni.

Elemento centrale del progetto è il tema della continuità tra interno ed esterno. Le grandi aperture vetrate amplificano la percezione degli ambienti e accompagnano la luce naturale all’interno della casa durante tutto l’arco della giornata, creando atmosfere luminose e mutevoli. Anche gli accessi e i dettagli materici contribuiscono a definire un linguaggio architettonico essenziale e coerente, dove trasparenze, riflessi e materiali dialogano con equilibrio.

Schermature solari e sistemi di oscuramento completano l’involucro edilizio, modulando la luminosità con discrezione e rafforzando il comfort abitativo. Ne emerge un’architettura contemporanea pensata per valorizzare il benessere, la relazione con il paesaggio e la qualità della luce negli spazi domestici.

“Abbiamo immaginato la casa come uno spazio capace di vivere attraverso la luce e il rapporto continuo con il paesaggio”, racconta l’ingegnere Alessandro Plazzi. “Le aperture non sono state progettate come semplici elementi funzionali, ma come strumenti in grado di ampliare la percezione degli ambienti e inserendoli nell’involucro seguendo un preciso ritmo, in modo da mettere in relazione costante interno ed esterno. Ci interessava che la luce naturale attraversasse la casa in modo fluido, cambiando durante il giorno e restituendo atmosfere sempre diverse. Anche il dialogo tra superfici chiare, riflessi e materiali nasce da questa ricerca di equilibrio e leggerezza, con l’obiettivo di costruire un’architettura essenziale, ordinata e silenziosa, profondamente connessa al contesto.”